Una storia di seta a Venezia

Rubelli. Una storia di seta a Venezia
Testo di Irene Favaretto

“Vi racconto una storia veneziana di due secoli. Da cinque generazioni, con sei marchi, in cinque continenti: la nostra storia, di ieri, oggi e domani.”

E’ un’elaborazione grafica del damasco di seta San Marco la copertina del magnifico volume pubblicato da Marsilio “Rubelli. Una storia di seta a Venezia” (pp. 220, € 58) che traccia le fortune delle creazioni tessili della famiglia Rubelli nel mondo. L’azienda nasce a fine Ottocento quando Lorenzo Rubelli rileva la ditta di Giobatta Trapolin, rinomata per la produzione di passamanerie, velluti controtagliati, soprarizzi, lampassi e broccati imitanti l’antico. Lorenzo Rubelli acquista l’azienda nel 1889 ottenendo un successo immediato. Il volume narra le vicende di Lorenzo e del figlio Dante Zeno nell’estendere la produzione e il commercio delle stoffe in Italia e in Europa, e le vicissitudini dell’azienda veneziana che, durante la prima guerra mondiale, costringe Dante Zeno a trasferire a Firenze telai e operai per salvaguardarli dagli eventi bellici. La produzione si diversifica nel corso degli anni, orientandosi verso uno stile più contemporaneo, senza mai abbandonare i temi che hanno reso celebre il tessile veneziano nei secoli. Rubelli collabora con artisti eclettici come Guido Cadorin e Umberto Bellotto e, successivamente, con Vittorio Zecchin e Gio Ponti. I tessuti dell’azienda vengono esposti con successo prima alle edizioni della Mostra Internazionale delle Arti Decorative della Villa Reale di Monza e, in seguito, alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano, oltre ad essere utilizzati in contesti prestigiosi, come nell’arredo del treno reale nel 1928.

Nel secondo dopoguerra Alessandro Favaretto Rubelli succede al nonno Dante Zeno: Rubelli inizia a editare una sua collezione, imponendo uno stile inconfondibile. I velluti realizzati su telai a mano vengono scelti da famose firme della moda, come Roberta di Camerino che li utilizza per la creazione delle sue prestigiose borse: celebre l’immagine di Grace di Monaco che nel 1958, in visita ufficiale a Venezia, sfoggia la mitica “Bagonghi”.

Da Palazzo Corner Spinelli, storica sede veneziana, Alessandro Favaretto Rubelli conquista non solo l’Europa, ma anche gli Stati Uniti e i mercati emergenti dell’Asia. Con la straordinaria qualità di damaschi, sete e velluti prodotti nelle proprie tessiture, fa di Rubelli una delle aziende più prestigiose al mondo nel suo settore.

Irene Favaretto, voce narrante, già professore ordinario di Storia dell'Archeologia all'Università di Padova, ove dal 2002 al 2009 è stata Prorettore con delega per il Patrimonio storico-artistico dell'Ateneo, è sorella di Alessandro Favaretto Rubelli e zia di Matilde, Lorenzo, Nicolò, Andrea. E' Procuratore di San Marco, socio effettivo dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Querini-Stampalia, socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Venezie, socio dell'Ateneo Veneto. E' autrice di quasi duecento pubblicazioni su argomenti relativi all'arte greca e romana, alla storia delle collezioni di antichità e alla tradizione dell'arte classica nell'arte e la cultura venete. Per la Procuratoria di San Marco cura in particolare l'attività editoriale.