Rubelli e Donghia al Gritti Palace

Rubelli e Donghia, marchio americano acquisito dal Gruppo Rubelli nel 2005, entrano con tutta la loro eleganza e “imponenza” negli spazi rinnovati del Gritti Palace. Palazzo storico veneziano dalla facciata gotica e gli interni con decorazioni settecentesche, il Gritti, dopo essere stato la dimora di un doge, residenza degli Ambasciatori Vaticani e di molti personaggi illustri e infine, da fine Ottocento, struttura alberghiera esclusiva ed elitaria, ritorna ora ad essere, in una veste sapientemente rinnovata, uno dei più aristocratici e affascinanti hotel nel mondo.
Un intervento di restauro radicale dell’edificio, durato oltre quasi un anno e mezzo, ha visto affidata la parte relativa alla decorazione di interni allo studio di progettazione Donghia Associates di New York. Il Design director di Donghia Associates , Chuck Chewning - che è anche direttore creativo di Donghia - sulla base di un articolato progetto di recupero e restauro degli elementi esistenti e di inserimento di nuovi mobili da lui disegnati ad hoc, ha saputo creare degli ambienti raffinati, che hanno la peculiarità e il pregio di far sentire l’ospite come in una dimora privata, accogliente e unica, più che in un grande albergo.
Sono 21 le suites più prestigiose che portano i nomi di personaggi illustri del mondo dell’arte, della letteratura e di “gioielli” veneziani: John Ruskin, Ernest Hemingway, Somerset Maugham, La Fenice, Redentore, solo per citarne alcune. Senza dimenticare quella che è la prima Donghia Suite al mondo, interamente arredata con mobili e complementi d’arredo Donghia. Un omaggio agli interni creati negli Anni Settanta da Angelo Donghia, fondatore dell’azienda omonima. Nella Suite Donghia l’ospite potrà vivere l’esperienza di un lifestyle raffinato, in un ambiente esclusivo.

I tessuti Rubelli hanno “vestito” da sempre il Gritti, testimonianza dello stretto legame esistente tra la storica azienda veneziana e questo lussuoso albergo, in cui gli ospiti si sentiranno accolti come a casa.
I metri di tessuto forniti da Rubelli superano quota 12.000: ricchi lampassi, velluti, tende damascate si inseriscono perfettamente in ambienti che esprimono mood diversi, in uno straordinario equilibrio che nasce dai giusti abbinamenti dell’elemento tessile (imbottiti, tessuti a parete e tendaggi) con tutti gli altri elementi, preesistenti o nuovi: mobili antichi, pavimenti storici alla veneziana, legni pregiati, dipinti ad olio, marmi e pietra d’Istria, lampadari e specchi veneziani lavorati a mano, ma anche arredi più contemporanei e minimalisti, stucchi bianchi e opere d’arte di artisti emergenti, come nella Suite Peggy Guggenheim.
Rubelli ha saputo esprimere in questo prestigioso progetto il meglio delle proprie creazioni: dovendo realizzare necessariamente dei tessuti ignifughi in Trevira CS, l’azienda veneziana è riuscita a produrre, grazie all’utilizzo di filati sottili su telai di norma adibiti alla tessitura della seta, stoffe dall’ effetto setoso ed estremamente gradevoli al tatto. Un totale di circa 200 disegni in un mix di articoli di collezione e di altri realizzati ad hoc, spesso riproduzioni o rielaborazioni esclusive di tessuti conservati nell’archivio storico dell’azienda veneziana: come “Baccarat”, utilizzato nel prestigioso ristorante “Club del Doge” e che riproduce la preziosità di un ricco lampasso risalente al Settecento e conservato nell’archivio Rubelli o, ancora, “Nastri”, un tessuto creato in esclusiva per alcune camere del Gritti.
Negli eleganti toni del blu, del rosa, del crema, dell’oro, i tessuti Rubelli, “coprotagonisti” del lifestyle degli arredi Donghia, trovano la loro collocazione ideale nei lussuosi ed eclettici spazi di questa vera e propria icona veneziana, decisamente più vicina ad una residenza privata che ad una struttura alberghiera.